Contact




Shock culturale o ispirazione divina?

La rutilante animazione proposta all'interno del settore Contact racconta di una visione complessa. Non si tratta del prodotto di fantasia di un abile regista elvetico; la mai citata fonte documentale è uno dei più grandi best seller della Storia: la Bibbia. Si tratta di una visione attribuita al profeta Ezechiele, uno dei deportati nella conquista di Babilonia nel 606 a.C., sulla cui interpretazione storici, teologi e ufologi sono divisi. Partiamo dal testo biblico:

Capitolo I - Il cinque del quarto mese dell'anno trentesimo, mentre mi trovavo fra i deportati sulle rive del canale Chebàr, i cieli si aprirono ed ebbi visioni divine. Il cinque del mese - era l'anno quinto della deportazione del re Ioiachìn - la parola del Signore fu rivolta al sacerdote Ezechiele figlio di Buzì, nel paese dei Caldei, lungo il canale Chebàr. Qui fu sopra di lui la mano del Signore.
Io guardavo ed ecco un uragano avanzare dal settentrione, una grande nube e un turbinìo di fuoco, che splendeva tutto intorno, e in mezzo si scorgeva come un balenare di elettro incandescente. Al centro apparve la figura di quattro esseri animati, dei quali questo era l'aspetto: avevano sembianza umana e avevano ciascuno quattro facce e quattro ali. Le loro gambe erano diritte e gli zoccoli dei loro piedi erano come gli zoccoli dei piedi d'un vitello, splendenti come lucido bronzo. Sotto le ali, ai quattro lati, avevano mani d'uomo; tutti e quattro avevano le medesime sembianze e le proprie ali, e queste ali erano unite l'una all'altra. Mentre avanzavano, non si volgevano indietro, ma ciascuno andava diritto avanti a sé.
10 Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d'aquila.11 Le loro ali erano spiegate verso l'alto; ciascuno aveva due ali che si toccavano e due che coprivano il corpo. 12 Ciascuno si muoveva davanti a sé; andavano là dove lo spirito li dirigeva e, muovendosi, non si voltavano indietro.
13 Tra quegli esseri si vedevano come carboni ardenti simili a torce che si muovevano in mezzo a loro. Il fuoco risplendeva e dal fuoco si sprigionavano bagliori. 14 Gli esseri andavano e venivano come un baleno. 15 Io guardavo quegli esseri ed ecco sul terreno una ruota al loro fianco, di tutti e quattro.
16 Le ruote avevano l'aspetto e la struttura come di topazio e tutt'e quattro la medesima forma, il loro aspetto e la loro struttura era come di ruota in mezzo a un'altra ruota. 17 Potevano muoversi in quattro direzioni, senza aver bisogno di voltare nel muoversi. 18 La loro circonferenza era assai grande e i cerchi di tutt'e quattro erano pieni di occhi tutt'intorno. 19 Quando quegli esseri viventi si muovevano, anche le ruote si muovevano accanto a loro e, quando gli esseri si alzavano da terra, anche le ruote si alzavano. 20 Dovunque lo spirito le avesse spinte, le ruote andavano e ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote. 21 Quando essi si muovevano, esse si muovevano; quando essi si fermavano, esse si fermavano e, quando essi si alzavano da terra, anche le ruote ugualmente si alzavano, perché lo spirito dell'essere vivente era nelle ruote.
22 Al di sopra delle teste degli esseri viventi vi era una specie di firmamento, simile ad un cristallo splendente, disteso sopra le loro teste, 23 e sotto il firmamento vi erano le loro ali distese, l'una di contro all'altra; ciascuno ne aveva due che gli coprivano il corpo. 24 Quando essi si muovevano, io udivo il rombo delle ali, simile al rumore di grandi acque, come il tuono dell'Onnipotente, come il fragore della tempesta, come il tumulto d'un accampamento. Quando poi si fermavano, ripiegavano le ali. 25 Ci fu un rumore al di sopra del firmamento che era sulle loro teste.
26 Sopra il firmamento che era sulle loro teste apparve come una pietra di zaffiro in forma di trono e su questa specie di trono, in alto, una figura dalle sembianze umane. 27 Da ciò che sembrava essere dai fianchi in su, mi apparve splendido come l'elettro e da ciò che sembrava dai fianchi in giù, mi apparve come di fuoco. Era circondato da uno splendore 28 il cui aspetto era simile a quello dell'arcobaleno nelle nubi in un giorno di pioggia. Tale mi apparve l'aspetto della gloria del Signore. Quando la vidi, caddi con la faccia a terra e udii la voce di uno che parlava.

L'animazione proposta richiama la visione interpretandola con la sensibilità dell'uomo moderno abituato ad automi e robot semoventi, e sottraendo alla narrazione quel tono religioso che forse - negli ipertecnologici meandri del Mystery Park - avrebbe stonato. Ma si tratta di una sottrazione significativa, che ci condurrà alla rivelazione del segreto che si cela dietro alla visione del mai nominato (perché?) Ezechiele. Il fruitore del lungo filmato non sa, dunque, e vive il contatto come un Incontro Ravvicinato del Terzo Tipo ante litteram.
Abbiamo lasciato "uno che parlava"... quale sconvolgente messaggio aveva in serbo per il profeta? Proseguiamo nella lettura...

Capitolo II - Mi disse: «Figlio dell'uomo, alzati, ti voglio parlare». Ciò detto, uno spirito entrò in me, mi fece alzare in piedi e io ascoltai colui che mi parlava.
Mi disse: «Figlio dell'uomo, io ti mando agli Israeliti, a un popolo di ribelli, che si sono rivoltati contro di me. Essi e i loro padri hanno peccato contro di me fino ad oggi. Quelli ai quali ti mando sono figli testardi e dal cuore indurito. Tu dirai loro: Dice il Signore Dio. Ascoltino o non ascoltino - perché sono una genìa di ribelli - sapranno almeno che un profeta si trova in mezzo a loro.
Ma tu, figlio dell'uomo non li temere, non aver paura delle loro parole; saranno per te come cardi e spine e ti troverai in mezzo a scorpioni; ma tu non temere le loro parole, non t'impressionino le loro facce, sono una genìa di ribelli. Tu riferirai loro le mie parole, ascoltino o no, perché sono una genìa di ribelli.
E tu, figlio dell'uomo, ascolta ciò che ti dico e non esser ribelle come questa genìa di ribelli; apri la bocca e mangia ciò che io ti do». Io guardai ed ecco, una mano tesa verso di me teneva un rotolo. Lo spiegò davanti a me; era scritto all'interno e all'esterno e vi erano scritti...

Spiace, a chi scrive, aver creato l'attesa di un messaggio contenente chissà quali ipertecnologiche Verità; la lettura del brano, infatti, rivela un discorso di indubbio interesse mistico/teologico, ma di povero contenuto scientifico. L'errore, chiaramente, sta nell'aspettarsi qualcosa in più di una dissertazione sulla condizione degli ebrei di quegli anni e sul rapporto che Jahvé intendeva instaurare con il suo popolo tramite il profeta Ezechiele. Ma ancora ci siamo interrotti sul più bello... Quali misteri cosmici avrà rivelato al "nostro" il rotolo consegnato dalla mano tesa?

Lo spiegò davanti a me; era scritto all'interno e all'esterno e vi erano scritti lamenti, pianti e guai.

La voce invita dunque Ezechiele a "mangiare" letteralmente quel rotolo, che lui trova "dolce come il miele". A quel punto, dopo un secondo invito a levarsi e raggiungere i "deportati di Tel-Avìv che abitano lungo il canale Chebàr", Ezechiele viene portato via dal luogo da uno spirito.

Capitolo III - 12 Allora uno spirito mi sollevò e dietro a me udii un grande fragore: «Benedetta la gloria del Signore dal luogo della sua dimora!». 13 Era il rumore delle ali degli esseri viventi che le battevano l'una contro l'altra e contemporaneamente il rumore delle ruote e il rumore di un grande frastuono. 14 Uno spirito dunque mi sollevò e mi portò via; io ritornai triste e con l'animo eccitato, mentre la mano del Signore pesava su di me.

Inutile dire che la visione ha scatenato le interpretazioni più varie, facilmente catalogabili come "Interpretazione Ufologica" e "Interpretazione simbolica".

L'Interpretazione ufologica

Il principale ispiratore del Mystery Park di Interlaken, Erik von Daniken, ha espresso in diverse occasioni la sua teoria sulle origini extraterrestri degli esseri umani; autore di Chariots of the Gods (pubblicato in Italia con il titolo Gli extraterrestri torneranno, 1969), von Daniken sostiene che entità aliene, provenienti da un’altra galassia, visitarono la terra circa 10000 anni fa, creando uomini intelligenti a loro somiglianza per mezzo di un'alterazione del codice genetico delle scimmie. Le stesse entità vennero adorate come divinità dal neonato genere umano per le loro immense conoscenze tecniche; i miti tramandati sino ad oggi non sarebbero altro che memorie di quell'epoca.

Qualche anno dopo la pubblicazione di Chariots of the Gods, Joseph Blumrich, ingegnere della NASA, scrisse E il cielo si aprì (1973), nel quale ipotizzò che il profeta Ezechiele fosse stato testimone di un Incontro Ravvicinato con una nave spaziale i cui occupanti gli impartirono direttive divine. "Il carro di Dio non era forse un’astronave extraterrestre?" si chiese Blumrich. L'ingegnere spinse all'estremo questa ipotesi, giungendo a descrivere nei dettagli quello che poteva essere il veicolo spaziale visto da Ezechiele. Si trattava di una sorta di Shuttle composto da quattro rotori e da un corpo centrale a forma di trottola, sulla cui sommità si trovava una cabina di comando che poteva ospitare l'equipaggio. Non pago di avanzare semplicemente un'ipotesi, Blumrich brevettò nel 1972 le ruote del carro celeste da lui ricostruito!



Il velivolo spaziale ipotizzato da Joseph Blumrich, a terra e in volo

Secondo Blumrich, Ezechiele dovette servirsi di arditi paragoni per descrivere quanto stava osservando.
Il racconto proposto al Mystery Park non si ferma alla descrizione della visione, ma prosegue descrivendo l'atterraggio dell'astronave sulla sommità di un tempio che il profeta avrebbe descritto nel 43° capitolo del suo Libro. Un'interpretazione letterale del brano avrebbe consentito ad un altro ingegnere, Hans Herbert Beier, di ricostruire in una simulazione tridimensionale l'edificio in questione; il fatto che le ricostruzioni di Blumrich e di Beier siano coerenti tra loro (e che le dimensioni dell'astronave ipotizzata dal primo si adatti bene all'edificio progettato dal secondo) è stato più volte ritenuto prova della correttezza delle interpretazioni suggerite, ma non è affatto dimostrato che gli studi siano stati condotti indipendentemente; se, com'è più probabile, l'uno si è ispirato all'altro, qualsiasi sincronia tra i due è ovvia...

La chiave di svolta

Recita un detto cinese che quando si indica la luna, il saggio guarda la luna mentre lo stolto guarda il dito. Il profeta sta indicando qualcosa, con il suo racconto, ma il filmato di Interlaken ci ha già nascosto il suo nome, i suoi luoghi di origine e soprattutto il contesto storico della sua narrazione. Perché? Forse per impedirci di guardare la luna. Le prove di questo occultamento sono celate nel testo, e una in particolare costituisce la Chiave interpretativa corretta, che svela lo scenario più coerente e completo che fa da sfondo alla visione. Per riportare alla luce quello che gli autori del Mystery Park ci hanno nascosto è necessario leggere il brano biblico su citato, dove - a proposito degli esseri viventi descritti - si afferma: "Quanto alle loro fattezze, ognuno dei quattro aveva fattezze d'uomo; poi fattezze di leone a destra, fattezze di toro a sinistra e, ognuno dei quattro, fattezze d'aquila". L'interpretazione di von Daniken non può dar ragione di questo particolare bizzarro e sorprendente. Perché proprio un uomo, un leone, un toro e un'aquila?

E' una in particolare la fonte cui dobbiamo fare riferimento per togliere il velo alla simbologia di questo essere tetracapite: uno dei più importanti commentarii del Pentateuco, noto col nome di "Midrash Rabbah" (Grande Midrash"). Vi leggiamo infatti:

"L'uomo è esaltato tra le creature di Dio; l'aquila è esaltata tra gli uccelli; il bue è esaltato tra gli animali domestici; il leone è esaltato tra le bestie selvagge: e tutti questi hanno ricevuto il dominio, e grandezza gli è stata data, eppure sono fermi al di sotto del carro dell'Iddio Santo" (Midrash Rabbah Shemoth, 23)

I quattro volti mostrati dagli esseri viventi (uomo, leone, bue e aquila) hanno dunque un preciso significato all'interno della tradizione ebraica; in quest'ottica diventa trasparente la scelta di queste quattro entità per rappresentare simbolicamente la supremazia divina sulla Creazione!

La rivelazione che ha avuto in serbo per noi la "Midrash Rabbah" ci ha fatto scorgere un raggio di luna che intendiamo seguire per identificare altri "indicatori" nel testo e scorgerne la direzione. I versetti 1 e 28 del primo capitolo di Ezechiele ci confortano nella direzione presa, suggerendoci di proseguire sul sentiero della visione religiosa piuttosto che di quella Ufologica; i due, infatti, hanno tutta l'aria di "sentinelle" a guardia dell'incipit e del finale della visione, per prevenire errate speculazioni sul significato del racconto. Ezechiele afferma infatti: "Io vidi delle visioni di Dio", e nel finale: "Era un'apparizione dell'immagine della gloria del Signore". La Bibbia è in effetti ricca di "visioni", fenomeni mediante i quali il Signore rivelava la Verità ai profeti mostrando loro scene simboliche o parlando loro direttamente (tutto l'Apocalisse può essere letto in quest'ottica). Attraverso le parole dell'autore del libro dei Numeri, Dio afferma: "Ascoltate le mie parole! Se ci sarà un vostro profeta, io, il Signore, in visione a lui mi rivelerò" (Numeri 12, 6).

La coerenza della visione di Ezechiele con altre riportate nel Libro di Isaia e nell'Apocalisse fa propendere per questa interpretazione; gli elementi in gioco sono, in effetti, ricorrenti nella simbologia biblica:

Le quattro creature viventi - Al capitolo 10 del suo libro (versetto 15), il profeta Ezechiele identifica le creature in "cherubini". La scelta non è casuale: il cherubino era l'unica rappresentazione antropomorfica del divino consentita all'interno del monoteismo ebraico; curiosamente, nella tradizione i cherubini dovevano essere almeno due (o comunque in numero pari). Nella teologia ebraica, i cherubini sono uno degli ordini di creature angeliche al servizio di Jahvé.

I quattro aspetti - Come già citato sopra, i testi della tradizione ebraica ci consentono di giustificare la natura dei quattro aspetti che, invece, von Daniken e gli autori del Mystery Park hanno dovuto accuratamente celare...

Le ruote - La visione della "ruota in mezzo ad un'altra ruota" richiama il carro celeste sul quale si trova il trono di Dio; la possibilità di muoversi in tutte le direzioni, consentita soltanto da due ruote perpendicolari, è letta in chiave teologica come la presenza pervasiva di Dio in tutto la Creazione - presenza confermata dalla moltitudine di occhi di cui sarebbero decorate le ruote. La presenza di occhi "divini" in ogni luogo è presente in altri brani biblici (si veda ad esempio il libro dei Proverbi 15, 3).

Ricapitolando...

Che giudizio si può dare delle due interpretazioni da un punto di vista laico? Sono molti gli elementi del testo che fanno propendere per un'intepretazione simbolica: per ben dieci volte vengono ripetute le eloquenti parole "aspetto [di]", "sembianze" e il verbo "sembrare".
Che poi tale visione rivelasse realtà oggettive esterne alla persona di Ezechiele è materia di fede, né su questo tema metafisico avremmo gli strumenti per indagare ed esprimerci con sicurezza. Nondimeno, la messe di studi dedicati all'interpretazione ufologica non va sottovalutata; non è da escludere che le affascinanti ricostruzioni di Blumrich e di Beier, sebbene richiamino alla memoria le progettazioni degli edifici descritti nel Signore degli Anelli, vengano ritrovate sotto le sabbie della Palestina, così come Schliemann fece con la città di Troia guidato dai testi omerici. Sino ad allora saremo pienamente giustificati ad accettare come più probabile un'interpretazione, quella simbolica, che dà ragione di elementi che - invece - nella materialistica versione danikeniana non trovano spiegazione. Mai come in questo caso è necessario sollevare lo sguardo e non soffermarsi a quel minuscolo dito - umano o alieno che sia...



 I quattro aspetti

Il libro di Ezechiele non è l'unico a citare i quattro volti degli esseri viventi; anche il libro biblico più enigmatico, l'Apocalisse di San Giovanni, ne parla al capitolo 4, versetto 7:

"Il primo vivente era simile a un leone, il secondo essere vivente aveva l'aspetto di un vitello, il terzo vivente aveva l'aspetto d'uomo, il quarto vivente era simile a un'aquila mentre vola."



Architrave d'ingresso della Cattedrale di Troia (FG).
Quattro cerchi racchiudono in ordine un Uomo, un Leone, un Toro e un'Aquila.
Fotografia gentilmente concessa da Guido Iamele
http://xoomer.virgilio.it/guidoiam/arte/guidoiam/

La citazione, da parte di Giovanni, delle quattro figure nell'Apocalisse ha fatto introdurre, dalla successiva tradizione cattolica, un simbolismo di secondo livello, che vede in loro i quattro autori dei Vangeli, gli Evangelisti. San Girolamo ha così motivato le equivalenze:

  • Uomo = Matteo (perché il suo Vangelo inizia con l'incarnazione di Cristo);
  • Leone = Marco (perché inizia il suo Vangelo con Giovanni Battista, "voce di colui che grida nel deserto");
  • Toro = Luca (perché inizia con il sacerdote Zaccaria che si prepara ad entrare nel tempio ad offrire l'incenso prima del sacrificio del mattino, e il toro è l'animale sacrificale per eccellenza);
  • Aquila = Giovanni (perché ci descrive il volo verso la luce, verso le sommità celesti. L'aquila era ritenuta capace di fissare il sole senza socchiudere gli occhi e di raggiungere regioni del cielo inaccessibili agli uomini).


  •  Trivia

    A Interlaken il mistero è così pervasivo da coinvolgere il visitatore perfino nel momento di espletare le sue funzioni corporali. Accanto alle toilette, una rappresentazione del messaggio di Arecibo realizzata in piastrelle colorate richiama l'attenzione del Ricercatore verso un Concetto profondo: non sempre la Verità va cercata dentro di sé (specie in un luogo del genere) ma anche ai confini dello Spazio sconfinato...

    Testi a cura di Mariano Tomatis