Milano: storie e leggende sulla sua nascita

Milano: storie e leggende sulla sua nascita

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Milano è conosciuta in tutto il mondo, ma forse nemmeno i milanesi stessi – autoctoni o adottati che siano – conoscono le origini della città e del suo altisonante nome. 

Come per Roma, anche attorno alla nascita di Milano, ci sono diverse misteriose storie. 

Di seguito, ne troverete ben tre, ciascuna interessante e avvincente a modo suo. 

La prima fa riferimento ad un animale: un tenero maialino. 

Nel 623 a.C., il capitano dei Galli Belloveso scese con le sue truppe in Italia per sottometterci e conquistarci. Riuscendo facilmente a sottrarre le terre ai lombardi, che erano per lo più contadini, Belloveso decise di fondare una nuova città e chiese, per averne la conferma, consulto agli dei.  Essi gli diedero il loro responso: avrebbe dovuto trovare una piccola scrofa per metà di lana bianca e lì avrebbe potuto fondarla. Peregrinando, finalmente i Galli trovarono la scrofa: da lì medio-lanum.


La seconda leggenda sulla fondazione di Milano è legata ad un popolo affascinante e già di per sé misterioso: gli Etruschi. Due fra i loro capitani, Medo e Olano, giunsero in un luogo tra due fiumi che giudicarono adatto per costituire una città. Medo la costruì, mentre Olano la fortificò e dall’unione dei loro nomi diedero così vita a “Milano”. 


La terza storia è quella più probabile: collega le origini della città agli Insubri, popolazione indoeuropea che frequentava il Nord Italia. La città verrà, successivamente conquistata da Belloveso che le cambiò nome unendo le parole medius e lanum.

I misteri legati a Milano, però non riguardano solo la sua nascita e l’origine del suo nome. Come ben sappiamo, la città ha vari simboli, ma il più famoso è il biscione. Un mistero è legato proprio a ciò che tiene tra le fauci. La sua “paternità” è legata a tre figure: Ottone, Azzone e Uberto Visconti. 

Per quanto riguarda il primo, si dice che copiò la propria insegna guerresca – che era un serpente – dal saraceno Voluce, limitandosi a sostituire il fanciullo dell’emblema originale con un saraceno. Relativamente ad Azzone, invece, le leggende narrano che il combattente adottò l’insegna, perché una biscia si era affacciata a una fessura della sua visiera deposta a terra mentre dormiva in seguito ad una lunga cavalcata. 

La terza storia ha origine ben mille anni prima in seguito alla morte di Ambrogio. A causa di ciò una specie di Loch Ness aveva preso dimora a Milano (già allora!) e diversi cavalieri avevano invano tentato di abbattere il mostro. Solo uno ci riuscì, Umberto Visconti, salvando un fanciullo dalle sue grinfie e adottando proprio il “biscione” come suo vessillo.

FONTI E APPROFONDIMENTI: Beltramini M. A., 101 Cose Da Fare A Milano Almeno Una Volta Nella Vita, Newton Compton, Roma, 2014.