Falsi santi – Santificazione e falsificazione nella Napoli del Settecento

Falsi santi – Santificazione e falsificazione nella Napoli del Settecento

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Indagini storiche su simulatori di santità, finti taumaturghi e fabbricanti di miracoli tra Inquisizione e Illuminismo.

Cos’hanno in comune Fra Macario, a cui le donne non sposate baciavano le mani nella speranza di trovar marito, sore Fesina, celebre per le sue profezie, e Ciommo, che si diceva avesse poteri taumaturgici? Sono i personaggi delle commedie del napoletano Pietro Trinchera, che prendeva in giro un fenomeno molto comune nel Settecento: la simulazione di santità.

È il caso della beghina napoletana Isabella Milone, che si costruì un grande seguito per i suoi presunti miracoli, dando vita a una vera e propria setta, ma anche di altre figure che si diffusero in tutta Italia.

Per contrastare la simulazione di santità, il Sant’Uffizio elaborò nuovi metodi di indagine per smascherare i falsi santi, aprendo la strada alle indagini “scientifiche” su madonne piangenti, corpi incorruttibili, guarigioni miracolose, apparizioni meravigliose, reliquie prodigiose. 

Venerdì 23 aprile vi proponiamo un viaggio nel passato in compagnia di Pasquale Palmieri, docente di Storia moderna all’Università di Napoli Federico II, per scoprire i metodi d’indagine con cui già trecento anni fa si cercava di contrastare la credulità popolare. Appuntamento alle ore 19.00 su Zoom, prenotazione obbligatoria al link https://forms.gle/onkRg5XgZUCko8af6 (il link per il collegamento sarà fornito il giorno stesso).