Il CICAP Campania sulle dichiarazioni del prof. Giulio Tarro: “Le istituzioni tengano conto delle opinioni condivise dalla comunità scientifica”

Il CICAP Campania sulle dichiarazioni del prof. Giulio Tarro: “Le istituzioni tengano conto delle opinioni condivise dalla comunità scientifica”

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Il CICAP Campania esprime preoccupazione riguardo le recenti dichiarazioni del prof. Giulio Tarro, primario emerito dell’ospedale Cotugno, che minimizza la pericolosità del Sars-CoV-2 e l’inutilità della ricerca sui vaccini, ritenendo che l’emergenza Covid-19 rientrerà spontaneamente con l’inizio dell’estate.

In questa fase, in cui la Campania sta cercando di contenere la diffusione di nuovi focolai, riteniamo grave diffondere questo tipo di dichiarazioni, sia per la posizione ricoperta dal prof. Tarro, sia perché gli articoli che ne riportano le dichiarazioni sono diffusi tra i cittadini campani attraverso gruppi Whatsapp o Facebook. Gruppi gestiti in alcuni casi da persone che hanno guadagnato la fiducia della popolazione e che rendono questa situazione ancora più pericolosa.

Questa pandemia, tra i tanti problemi, ha dato la voce anche a molte persone che, sfruttando il momento, hanno approfittato della situazione per fini personali. Fake news e infodemia sono certamente alcuni degli aspetti comunicativi più problematici in questo momento, ma a queste problematiche si aggiungono anche le azioni di chi, a fronte di studi più specialistici, decide di dare la sua opinione con l’unico scopo di ricevere attenzione mediatica. Credere che la scienza abbia una sola voce è una semplificazione che fa cadere spesso in errore, ma la discussione degli esperti viene troppo spesso utilizzata come scusa per permettere a chi brama popolarità e fama di dire qualsiasi cosa, comprese affermazioni che non trovano alcun riscontro scientifico e mettono in pericolo la popolazione.

Questa situazione ci preoccupa perché questi giorni difficili e in piena ansia potrebbero innescare dei meccanismi sociali molto pericolosi. Come CICAP Campania sollecitiamo le istituzioni a tener conto esclusivamente delle opinioni maggiormente condivise dalla comunità scientifica. A tal riguardo riportiamo la dichiarazione di Giovanni Maga, virologo molecolare e Direttore dell’Istituto di Genetica Molecolare del CNR.

“La pandemia che oggi vede la diffusione mondiale della patologia denominata Covid-19 è causata dall’infezione di un nuovo coronavirus: SARS-CoV2. Le caratteristiche patogenetiche dell’infezione sono ancora in fase di studio, dato che è la prima volta che l’umanità si confronta con questo virus. Tuttavia, grazie allo sforzo coordinato degli scienziati di tutto il mondo si sono già raggiunti risultati importanti. Sono stati sequenziati i geni del virus e ne è stato ricostruito l’albero filogenetico. Inoltre, queste informazioni sono costantemente aggiornate per evidenziare eventuali mutazioni dei ceppi virali circolanti nei diversi paesi. Il virus è stato isolato ed è ora possibile coltivarlo in laboratorio.

Questi risultati sono fondamentali per consentire lo sviluppo di farmaci specifici per il virus e per la messa a punto di vaccini. Ma sono anche essenziali per comprendere le basi molecolari dell’infezione, da cui poi trarre ispirazione per impostare terapie sempre più efficaci. Due sono le azioni fondamentali da intraprendere per contrastare l’epidemia: 1) mettere a punto presidi terapeutici in grado di evitare che le persone infette progrediscano verso forme gravi, rendendo quindi gestibile la malattia e abbassandone la letalità; 2) mettere a punto un vaccino in grado di indurre un’immunità protettiva.”Come ci insegna la storia della lotta alle malattie infettive, solo l’introduzione delle vaccinazioni di massa ha consentito di debellare o ridurre moltissimo l’impatto delle epidemie sulla popolazione. Il vaiolo è stato eradicato dalle vaccinazioni, la poliomielite è stata debellata per il 99,9% e siamo vicini alla sua eradicazione mondiale. Morbillo, parotite, pertosse e molte altre malattie infettive oggi sono controllate grazie alle vaccinazioni. L’influenza stagionale avrebbe costi in vite umane molto più elevati se non avessimo a disposizione ogni anno vaccini efficaci per proteggere le fasce più a rischio della popolazione.

SARS-CoV 2 è un virus pandemico: la sua circolazione nella specie umana è ormai globale ed è estremamente difficile, se non illusorio, pensare che scomparirà nel nulla. Le sue caratteristiche tipiche di un virus respiratorio ne fanno ragionevolmente ipotizzare una possibile evoluzione in virus stagionale, che si ripresenterà con una periodicità sovrapponibile a quella delle stagioni influenzali. Questa plausibile circolazione mista influenza/SARS-CoV 2 renderà ancora più complessa la gestione dell’epidemia senza un vaccino. Lo scopo della vaccinazione è aumentare l’immunità di gruppo. Per SARS-CoV2 che ha un R0 stimato di 2 o superiore, la soglia di sicurezza è rappresentata dall’immunizzazione del 60% della popolazione. È illusorio pensare che l’epidemia attuale possa aver già raggiunto questa soglia, così come non è noto quanto duri l’immunità acquisita. Per questo è essenziale avere a disposizione un vaccino da somministrare ad ogni stagione. Se il virus si ripresenterà attenuato in un’epidemia successiva è un’ipotesi priva di certezze. Così come è un’ipotesi che i fattori climatici possano essere sufficienti a fare spegnere l’epidemia. E comunque ogni giorno in più in cui il virus infetta delle persone si traduce purtroppo in nuove vittime. Vaccini e terapie, così come la conoscenza dei meccanismi di infezione e diffusione del virus possono venire solo dalla scienza. Perché è alla scienza che la società si rivolge per avere risposte ai suoi bisogni di salute. E grazie alla scienza questo virus non potrà vincere. Anzi, è già sconfitto.”